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      E con fauci melate espressi imprimiDi Fede, Speme, Amor concenti alterni.
     
      Ed oh quale d'applausi sempiterniEco risuona a' detti tuoi sublimi,
      Onde a Stige, a l'Empiro, al Mondo intimiNuovo duol, nuova gioia, e nuovi scherni.
     
      Magnanima pietà! Chi non ti pregiDel gran Leon di Giuda emulo? a' Divi
      Ei dà la gloria, e Tu di gloria i pregi.
     
      Quindi con aureo stil qualor descriviDel Massimo de' MINIMI i be' fregi,
      Tra' MINIMI scrittor Massimo vivi.
     
     
      [xxii]
     
      I F A S T IDEL MIRACOLOSO
      S. FRANCESCOD I P A U L A;
      SPIEGATINELLA DIVOTIONE
      DE' TREDICIVENERDÌ
     
      PARTE PRIMA.
     
     
      [1]
     
      RICORSOA DIO
      NELLE ANGUSTIEDI UN CONVERTITO,
     
      Spiraglio certo, onde gli prorompail respiro.
     
      PROLUSIONE I.
     
      IDDIO, che secondo Agostino (Aquila de' Dottori, come Giovanni de' Vangelisti) è tutto lume, perché Tutto vede: è tutto mani, perché del Tutto fu Fabbriciere: è tutto piedi, perché per tutto si trova: Aggiugnerò Io, con altrettanta Verità, quanta riverenza, che anche sia tutto orecchi, per ascoltare le nostre suppliche: tutto cuore, per compassionar le nostre miserie: tutto viscere, per commoversi a' nostri [2] gemiti; e tutto ale, per volar' a soccorrerci ne' nostri infortunij.
      Quel Divinissimo Sole, che non ha luce solo, che da sé stesso, e movendosi in sé medesimo, equilibrato dal suo Sapere preponderante, a tutto libratamente eguali dona le mosse: che di sé solo Epiciclo, e Sfera, colla sua sola Intelligenza infinita, nel solo immenso suo cuor si raggira: che non havendo termine, il Tutto principia, e non havendo fine, il Tutto finisce: che smisurato, ogni cosa misura: innumerabile, è l'origine di ogni numero; & incircoscritto, circoscrive ogni effetto, da lui causato, che non ha causa: Quello, che ha per Vita l'Eternità, la cui sussistenza è il suo Essere, il cui Potere è la sua Volontà, la cui Esistenza è la sua Natura: che in sé contiene con perfetta Eminenza ogni specie creata; non potendo lasciare di essere ad ogni sustanza individualmente intrinseco, non solo nel procrearla, ma nel custodirla; tanto più con ispeciale concorso assiste alle sue Ragionevoli Creature presente, quando necessitose, & afflitte con viva Fede, e con Isperanza non palpitosa a lui si presentano.


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I fasti del miracoloso S. Francesco di Paula
di Francesco Fulvio Frugoni
1681 pagine 413

   





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