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      Solo obbligo è il non toglier ogni possibilità; ma di prestar maggior comodo col proprio incomodo non vi è obbligo nessuno.
      Basti il fin quì detto su' veri doveri del transito, il quale nè per natural dritto, nè per equità è dovuto mai, salvo il caso quando negandolo si rendesse impossibile del tutto il modo d'agire con giusta guerra a chi è persuaso aver dritto di farla.
      Tempo è ormai di trattare l'altra questione, se concedendosi il transito si venga a far cosa offensiva a quel Sovrano, contro cui si và. Sarà questa ricerca assai più curiosa in specolazione, che utile in prattica, avendo io di sopra già avvertito indicarcisi dalla storia, che il transito alle armate è stato sempre concesso o da que' potenti, che aveano rinunziato ad esser neutrali, ed eransi collegati coll'invasore, o da que' deboli, ne' quali mancava la forza di negarlo: laonde il caso proposto forse non è per anche avvenuto. Tarda sarebbe l'irritazione contro quelli, indoverosa contro questi.
      Ma affinchè nulla manchi al mio discorso, dirò essersi da tutti gli scrittori a me noti insegnato, che non sia giusto motivo di guerra contro un neutrale il vedergli conceder il transito all'armata nemica, sebbene avesse forze da negarlo. Non posso io intieramente dissentire da questa generale opinione, parendomi fondata su questa ragione vera in se stessa, che niun Sovrano è tenuto ad esser garante, e difensore degli Stati del suo vicino, qualora non se ne sia stipulato trattato tra loro(241). Diverrebbero inutili questi, qualora anche senza trattato n'esistesse l'obbligo.


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De' doveri de' principi neutrali verso i principi guerreggianti e di questi verso i neutrali
Libri due
di Ferdinando Galiani
1782 pagine 527

   





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