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      Credo aver a sufficienza discorso sulle naturali differenze tral mare, e la terra, sul dominio del mare in qualunque caso, e quale sia il mare aperto, quale il chiuso. Or mi convien far parola d'altre differenze nascenti dalla diversa maniera di guerreggiare usata in oggi dalle nazioni culte in terra, e sul mare.
     
     
     
      §. II.
     
      Del Corseggiare.
     
      Tutti i popoli quando furon ancor rozzi, e salvatici movendosi per vendetta, o per avidità al guerreggiare, non ebbero quasi mai in mira il conquistar maggiore spazio di terreno, nè il sottometter per intiero altre nazioni, ma solo il devastare, il saccheggiare, l'uccidere, il condurre schiavi molti loro nemici. Così soddisfacevano alla ferina lor collera, e saziavano l'ingiusto appetito degli averi, e delle robe de' loro disgraziati vicini.
      Da siffatto brutale modo di offesa, indegno d'aver nome di guerra, ma soltanto d'incursione, nacquero i seguenti effetti. Primieramente divennero quasi interminabili le guerre e le rapaci scorrerie, ricominciate ad ogni primavera, e sempre con varia fortuna, e con incerto marte. Prendevano parte in esse tutti i cittadini atti alle armi. Non ricevevano soldo veruno, perchè la ricompensa delle fatiche, e de' pericoli corsi erano per appunto le prede, e le spoglie del nemico, le quali prima ciascuno s'appropriò secondo la sorte glie le mandava, e poscia per evitar le risse ed incoraggir meglio alle imprese si misero in comune per dividersi regolatamente non meno ai predatori sopravvivuti, che alle famiglie de' coraggiosi defunti.


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De' doveri de' principi neutrali verso i principi guerreggianti e di questi verso i neutrali
Libri due
di Ferdinando Galiani
1782 pagine 527

   





Corseggiare