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      Ma veniamo all'altra controversia, alla situazione de gli orbi celesti.
      In questa vostra nuova struttura del mondo, procedete in questa maniera, Ponete nel centro dell'universo il Sole immobile, designato col suo carattere e con la lettera O; intorno a lui Mercurio, col proprio carattere e con due lettere B, G in varii siti; sopra di esso Venere, col carattere e con C, H; sopra di lei è un altro orbe senza caratteri e con la lettera P, la qual lettera servirebbe anco all'orbe della Luna secondo l'ordine de gli altri, ai quali tutti ne assignate due; sopra di questo ponete l'orbe di Marte, col carattere suo, con le lettere D, I; e fra l'orbe di Marte e quel di Venere è
      situato, come un epiciclo, l'orbe della Luna col proprio carattere e con le lettere P, N; in mezo al quale è in distanza la Terra col spazio inteso per gli altri elementi che la circondano, la sua lettera è un A; il centro del qual orbe è secato dalla circonferenza convessa dell'orbe senza caratteri, sì che viene questo orbe della Luna e de gli elementi insieme ad esser mezo nell'orbe di Marte e mezo in questo altro che secondo i Peripatetici sarebbe l'orbe del Sole, e voi lo chiamate orbe magno; sopra di Marte, il qual circonda l'orbe magno, è situato l'orbe di Giove col suo carattere e con le lettere E, L, la circonferenza convessa del quale seca un epiciclo nel centro, il qual epiciclo ha cinque cerchietti o piccioli orbi concentrici, ed in quattro di essi un punto per ciascuno, che designano i quattro pianeti Medicei; quel di mezo non ha punto o stella, talchè detto epiciclo ha una sua


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Le opere di Galileo Galilei
Edizione nazionale sotto gli auspici di sua maestà il re d'Italia. Volume VII
di Galileo Galilei
Tipografia Barbera Firenze
1897 pagine 1069

   





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