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      Queste raggioni, che adducete (dico io) per stabilimento della vostra posizione, non si può negare che in questa parte non siano vaghe, degne e molto probabili, stanti i suppositi delle predette varie apparenze; e conosco anco le conseguenze evidentissime che ne seguirebbono, quando non fusse altra via per salvarle, e massime che la Terra si movesse intorno a l'orbe magno, ma non già del moto onde stimate che provenga il flusso e reflusso, come vedrete al suo luogo. Con tutto ciò altri egreggi professori di sì fatte speculazioni, lasciando il mondo nell'ordine che vien communemente statuito da gli Aristotelici e Tolemaici, le salvano anco tutte benissimo, quanto fate voi con queste rivoluzioni dell'universo, ed il Copernico istesso altre volte le salvò pienamente, come attestate voi stesso, se bene trovò difficultà nella struttura, ma non forse insuperabile, se il suo genio avesse voluto accomodarsi alla dipendenza: talchè trovandosi altre vie per venir a questo termine, e voi ponendone una sola, cascate in errore di conseguente, nel modo a punto che farebbe chi argomentasse in questa maniera:
      Costui sente calore, è dunque necessario che abbia vicino il fuoco"; non varrebbe la consequenza, potendo il calore da altre cause che dal fuoco venire[71]. Il Sole (dite poi) è in mezo del mondo per esser più nobile de gli altri corpi, come nel mezo di un palazzo si servano le cose più preziose, non le immonde, le sordide, qual è la Terra; anzi che queste si riducono ne i cantoni e ne i più infimi luoghi.


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Le opere di Galileo Galilei
Edizione nazionale sotto gli auspici di sua maestà il re d'Italia. Volume VII
di Galileo Galilei
Tipografia Barbera Firenze
1897 pagine 1069

   





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