Pagina (275/710)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Demissiano nel riferirmi in publico le lodi che V. S. m'havea date in Firenze, parendomi ch'eglino troppo le abbellissero. Nè che V. S. non m'habbia conosciuto per fama, giudicandomene degno, punto mi maraviglio, sapendo che la fama è di due sorti: l'una, figlia del volgo, nata per forza de' suoi stolidi gridi, la quale V. S. con ragione disprezza; l'altra è quella che nasce da pochi huomini et savi, che con la loro autorità et signoria naturale piegano et volgono a segno ragionevole lo sfrenato giuditio della plebe: et questa fama è stabile et degna del nome; l'altra, a guisa d'animale imperfetto, sorto dalle brutture della materia, oltraggiata dal tempo, a pena nata muore. Della prima maniera è la fama che V. S., per sua gratia, ha sparsa di me in coteste parti, et accresciuta quella ch'io haveva in queste. Dunque V. S. non potea conoscermi per fama, poi ella stessa la dovea partorire. Et bastarebbe a me l'intelligenza d'un savio per secolo, simile a V. S., senz'altra fama: la quale intelligenza, se si potesse por su le bilancie, mostrarebbe la leggierezza delle lodi popolari, et sanerebbe della pazzia coloro che le seguitano.
      Ringratio dunque Dio che m'habbia fatto nascere et conservato fin hora in questi tempi, benchè nemici di virtù, poichè per mia buona ventura godo dell'amicitia di V. S., persona di singolar bontà, di scienze fornitissima, et di profondissimo ingegno. Laonde io ben conosco quanto gran favore V. S. mi fa, offerendomi la sua amicitia et la mia ricchiedendomi, che, come ho detto, è vecchia di molt'anni; et per non tenerla più sospesa, io sono quel Luca Valerio, devoto suo servitore, ch'ella conobbe in Pisa appresso la felice memoria del S.r Camillo Colonna, quando per quelli ameni et ombrosi prati andavamo, in compagnia d'altri filosofi, bene spesso gridando et disputando insieme.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Le opere di Galileo Galilei
Volume X. Carteggio 1574-1610
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 710

   





Firenze Dio Luca Valerio Pisa Camillo Colonna