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      A questi tre Signori che me lo fanno domandare, manderò lo strumento et il trattato senz'altro, come anco ad altri principi che facessero l'istesso; ma a li altri nominati non veggo come io potessi far ciò senza qualche favorevole indirizzo dalla banda del S. G. D. Però in questo caso supplico V. S. Ill.ma del suo et consiglio et favore, il quale starò attendendo quanto prima, promettendomi et assicurandomi che ella mi sia per incaminare per la più honorevole strada che ci sia.
      Sarà anco necessario tra brevissimo tempo ristampare l'opera, compita con moltissime osservazioni, le quali vo continuando, et con molte et bellissime figure tagliate in rame da valente huomo(630), il quale ho già incaparrato, et lo conduco meco a Padova; per li quali disegni(631) si rappresentino a capello le figure di tutta una lunazione, le quali sono cosa mirabile da vedersi, et di più molte imagini celesti con tutte le stelle che veramente vi sono, le quali saranno più che dieci volte tanto che le conosciute sin qui, et a presso tutte nove le costellazioni che sin qui sono state credute stelle nebulose, ma in effetto sono gruppi di assaissime stelle unite insieme. Spero ancora che haverò potuto definire i periodi de i nuovi pianeti. Questa credo che bisognerà farla toscana, sendone da moltissimi stato richiesto sin qui; oltre che non credo che siano per mancare molti componimenti di tutti i poeti toscani, già che so che qui sono di belli ingegni che scrivono. Questa seconda edizione haverei gran desiderio che fusse fatta più proporzionata alla grandezza del Padrone, che alla debolezza del servo: però in tutto mi rimetto a i cenni di S. A.(632)


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Le opere di Galileo Galilei
Volume X. Carteggio 1574-1610
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 710

   





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