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      Et il giorno seguente arrivò Martino, quale, prima che il Sig.re Magino lo vedesse, lo vidi io, et li dissi(777), che stante li termini usati et il mal procedere suo con amico mio carissimo come lei, et del S.re Magino ancora, haveva commesso una indignità gravissima, ma che ne portarebbe la penna, se non cercasse modo di retratare questa, come mi referirno, maledica scrittura, et che il suo padrone era molto incolerito. Lui mi negò; ma arrivato a casa, subito la mattina il Sig.re Magino lo chiamò, et li fece molte brusche parole, dicendoli che se li levasse di casa, poi che non voleva apresso di sè homini, che essendo sui servitori, ardissero obstare contra amici suoi, e tanto più quanto che gli lo haveva detto lui et io mille volte; et lo cacciò fuori di casa. Dove andasse non lo so, ma lo saprò; et il Sig.re Ma[....] mi riferse, che domenica sera l'incontrò nella strada di Modena, tutto mal andato e disperato.
      Determinai volerne dare conto a V. S. Ecc.ma, acciò sappi quanto passa circa simil negotio, et insieme conosca quanto conto tenga di lei in simile occasione; assicurandola che se per sorte costui fosse tanto ostinato, come essere sogliono li Tedeschi, che volesse pure stampare questa sua opera, non è però mai seguito con consentimento di alcuno di noi, ma ben sempre havere bravato seco et straziatoli mille scartafazi, et in oltre saremo per fare ogni sforzo possibile acciò non habbia l'intento suo; che, per Dio vero, il Sig.re Magino et io ne sentiamo dolore interno.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume X. Carteggio 1574-1610
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 710

   





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