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      Hora, se le premesse, la dimostratione et la conclusione sono ad unguem l'istesso che io suppongo, dimostro e concludo, io per me resto sommamente meravigliato, come altri possa e voglia condennare et come falsa confutare ne' miei scritti quella medesima cosa, la quale ne' suoi propone per giusta e perfetta.
      Parmi che altro non mi resti, per purgarmi dalle macchie additatemi dall'autore del Problema, che il tor via quello che nel fine mi oppone in luogo di corollario, et che anco pare al P. Biancano che sia la somma del mio difetto: cioè, che non si potendo formar la dimostratione se non col pigliare il semidiametro della [vedi figura luna3.gif] solo, senza l'altezza del monte che s'intende di misurare, io habbia preso il semidiametro insieme con la detta altezza, et che perciò io non habbia potuto concluder nulla. Ma io domando a le loro RR., donde esse cavino che io pigli il semidiametro insieme con l'altezza del monte, et non il semidiametro solo? Mi rispondono, che dicendo io che l'estrema circonferenza veduta da noi è montuosa, et servendomi di quella nella dimostratione come di cerchio massimo per il quale passi il raggio tangente del sole, chiara cosa resta che tal raggio non potrà incontrare, oltre al contatto(592), vertice alcuno eminente et lontano dal contatto non solo le 100 miglia poste da me, ma nè anco un palmo. Ma io di nuovo domando, da qual luogo della mia scrittura essi raccolghino che io nella dimostratione mi serva dell'ultima circonferenza visibile della [vedi figura luna3.gif] per cerchio massimo che passi per il contatto del raggio solare nel confine della luce e per il vertice del monte remoto dal detto contatto 100 miglia?


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XI. Carteggio 1611-1613
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 834

   





Problema Biancano