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      V. E. l'ha benissimo accompagnato con quell'altro eiusdem ordinis(1103). Ma si stupirebbe oltre a modo se vedesse una lunga scrittura che questo medesimo mi ha mandato ultimamente, in risposta di quella mia che gli capitò in mano; dove è cosa mirabile il veder l'audacia e franchezza con la quale e' persiste in asserire, quella materia essere stata da lui trattata diversissimamente da quello che la scrissi io, ancor che possa costare ad ogn'uno che e' l'ha copiata dal mio Nunzio. Certo che son restato storditissimo in veder la resolutezza che egli usa meco, come si dice, a quattr'occhi, e penso ciò ch'e' direbbe per difendersi in palese.
      Solleciti pur V. E. quanto può la pubblicazione, che la 3a lettera sarà finita fra 4 giorni, e gliela manderò insieme con quelle del S. Velsero. La ragione che mi adduce in proposito del titolo(1104), mi appaga: però accomodilo come più gli piace, che di tutto mi rimetto, come sempre ho fatto, al suo prudentissimo consiglio.
      Desidero che nella prima lettera, 20 versi in circa dopo che comincio a trattar di Venere, aggiunga dopo le parole meno che la sesta parte di quello che si mostrerà nell'occultazione, aggiunga, dico: mattutina, o esorto vespertino(1105).
      Il Sig. Filippo(1106) bacia le mani a V. E., e va scrivendo a i fratelli(1107). Et io con ogni reverenza gli bacio le mani, e dal S. Dio gli prego felicità.
     
      Dalle Selve, li 4 di 9bre 1612.
      Di V. E. Ill.maSer.re Obblig.mo
      Galileo Galilei, Linceo.
     
     
     
      793.
     
      NICCOLÒ LORINI a [GALILEO alle Selve].
      Firenze, 5 novembre 1612.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XI. Carteggio 1611-1613
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 834

   





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