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      Hora io, sapendo che V. S., ci scrive alcuna volta, desidererei, se fussi senza suo scommodo, che glie ne domandassi, quando per altro gli scrive.
     
      Di Roma, il dì 24 di Maggio 1613.
      Di V. S. molt'Ill.reAff.o Servitore
      Gio. Bardi.
     
     
     
      882.
     
      PAOLO APROINO a GALILEO in Firenze.
      Treviso, 25 maggio 1613.
     
      Bibl. Naz. Fir. Mss. Gal., P. I, T. VII, car. 91. - Autografa.
     
      Molto Ill.re et Ec.mo Sig.re et mio P.rone Oss.mo
     
      Le lettere di V. S. Ec.ma degli undeci io le ho ricevute hor hora alla messa solenne, che pure è tardissimo, dalle mani d'un mio amico, che si chiama il Sig.r Marcantonio Getto; il quale, al mio maravigliarmi di haverle havute in questo modo, ha risposto di haverle egli ricevute di Venezia da Monsig.r Ill.mo Garzoni(1371), archidiacono nostro, et che Monsignor gli ha scritto di haverle havute da un Sig.r Geronimo(1372), di cui egli, per non haver la lettera adesso, non ha saputo dirmi il cognome. Altre lettere, oltre di queste, io non ho ricevuto(1373) dalla mano di V. S., et pure io mi maravigliava che ella non rispondesse all'aviso che le diedi di essermi pretato et di esser passato per costà(1374): sì che resto defraudato troppo malamente in proposito delle macchie solari, se ben però con speranza che V. S. sia per rifarmi dell danno, come io ne la prego instantemente. Et insieme la prego a considerar, se fosse meglio a mandar le mie lettere per lo corriero, et non per terza mano, poichè le mie, che pur le vengono semplicemente, a quel ch'io mi avvedo, non falliscono.
      Li dì passati, quando io ero sul bello di haver ripigliato alle mani l'instrumento(1375), la fortuna rabbiosissima mi ha levato di vita un fratello, da me unicamente amato, con morte improvisa, troppo acerba et crudele, di una febbre pestilenziale, che in 24 hore gli ha tolto il polso, et in tre giorni l'ha messo in sepultura, di età di 25 anni, et di complessione quadrata et robustissima, et di ingegno poi, che io, seben fratello, non mi arrosisco di dire che non nascono al mondo così per l'ordinario.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XI. Carteggio 1611-1613
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 834

   





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