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      Una di queste è la qui congiunta(194), che mando a V. S., uscitami ultimamente dalla penna; in cui, dopo haver ringraziato il S.r Cintio Clementi, medico molto stimato in questa città, per la cui opera, dopo l'esser stato io muto nove mesi intieri, ho finalmente ricominciato a parlare, digredisco rimproverando gli ostinati amatori et adoratori delle antichità, che si beffano de gl'ingegni ch'ardiscono trattar novità, dandomene occasione un medicamento di solfo sublimato, da lui preparatomi contro il volere de gli altri medici, da cui ho sentito manifesto et grandissimo aiuto. E perchè non mi pareva che si potesse raggionare de' trovatori d'artificio sublime e di scienze senza menzione di V. S., c'ha onorato l'Italia appresso le straniere nazioni co' suoi scritti et osservazioni, ho in qualche parte accennato il pregio et la gloria che le Muse le devono; e sebene nelle mie composizioni toscane(195) ella riceverà lodi più diffuse, et di già in alcune ha cominciato a ricevere, con tutto ciò non ho voluto mancare d'inviarle questo picciol pegno dell'ossequio mio, consigliandomelo particolarmente il Sig.r Filippo Magalotti(196), molto mio signore, che si è adoperato 'n farmi sicurtà piena ch'ella sia per gradirlo; oltrechè il Sig.r Prencipe Cesis nostro mi ha mosso a ciò colla sua autorità. Degnisi dunque di riconoscere in questi pochi versi qual sia il desiderio mio nel riverirla più di quello che da loro le sarà significato.
      Prendo con tale occasione ardimento di sollecitarla alla publicazione della risposta al Sarsio, che per tanti rispetti ella deve al mondo, ma particolarmente per ricomprare da gl'ignoranti un falso nome di vittoria che danno a quei scritti.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XIII. Carteggio 1620-1628
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 592

   





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