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      Hora che sono scorsi alcuni anni, e che il vostro presente bisogno sarà forse più grande che allora, e tanto più lo credo quanto che ne l'ultima vostra ben chiaramente vi siate lasciato intendere che al vostro governo conoscete non havere altri da chi lo possiate sperar migliore che da me e mia famiglia, nel qual particolare penso non v'inganniate punto; e però mi dicevi, a tutte le maniere voler tentare col mezzo del favore del S. G. D. di rimpatriarmi con qualche honorato trattenimento, acciò voi fussi ne' vostri bisogni ben servito, et io ricevessi gusto et utile d'esservi appresso e godervi quel tempo che piacessi al Signore lasciarci ancora in questa vita. Vi risposi subbito che ero prontissimo ad essequire ogni vostro comando con sommo piacere, quale tutta via attendo. Ma perchè i disegni tal volta soglion fallare e riuscir vani, son andato pensando che quando ciò non potessi succedere (ciò è di rimpatriarmi con tutta la famiglia, come disegnate), voler ad ogni modo (se però da voi sarà approvato) condurvi costà la Chiara, a ciò vi governi e serva; la qual cosa penso possa riuscire felicemente, poi che è creatura dotata di sì buone qualità, che mi prometto di certo che si saperia guadagnar la vostra grazia: et hora l'antiponere il vostro governo al mio è debito e cordiale mia volontà, quale se sarà da voi accettata, come spero, ne seguiranno beni comuni, che sarà in un medemo tempo soccorrere a' vostri e mia bisogni; intendo, che voi fussi governato con fedeltà e amore, come indubitatamente conseguiresti, et io fussi imparte alleggerito della intollerabile spesa; che ciò seguiria quando anco con la Chiara ne venissi qualch'uno de' figliuoli, che penso sariano per voi di passatempo, et alla madre consolazione et alleviamento, poi che se restassi priva di tutti in una volta, li parria cosa (come potete ben credere) molto dura.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XIII. Carteggio 1620-1628
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 592

   





Chiara Chiara