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      77. - Autografa.
     
      Amatiss.mo Sig.r Padre,
     
      Dovrei continuamente ringratiar Iddio benedetto, il quale, compiacendosi di visitarmi con qualche travaglio, insieme insieme mi dà molte consolationi; una delle quali, anzi la maggior in questo mondo, è il mantener in vita V. S., e mantenerla, dico, con pronta volontà di sovvenirmi in ogni mio bisogno: chè veramente s'io non conoscessi in lei questa prontezza, malvolentieri mi arrisicherei ad infastidirla così spesso. Ma per finirla hormai, gli dico che Suor Archangela da otto giorni in qua si ritrova ammalata; e se bene nel principio ne feci poca stima, parendomi che fossi il suo male d'infreddatura, finalmente vedo adesso ch'ella ha necessità di purgarsi, poi che, oltre al cader nella solita maninconia, è anco soprapresa da un catarro in tutta la vita, ma in particolare nelle gambe, che gli causa certi enfiati piccoli e rossi, sì che non può muoversi senza estrema fatica. Conosco che il suo bisogno è di cavarsi sangue (già che non ha mai il benefitio necessario), e per questa causa aspetto questa mattina il medico; ma perchè non ho assegnamento nessuno di danari per questo bisogno, la prego, per amor di Dio, che mi cavi di questo pensiero con mandarmene qualcuno, essendo io in molta necessità per molte cause, le quali sarei troppo tediosa se volessi raccontarle. Se il tempo lo concedessi, havrei caro che ci venissi Vincentio, con il quale potrei dir liberamente i miei affanni, che non sono però superflui, venendo da Dio.
      Gli mando una pera cotta, di quelle così belle che mi mandò ultimamente.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XIII. Carteggio 1620-1628
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 592

   





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