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      E quanto alle presenti domande, io veramente mi conosco inferiore ad ogn'altro consultore per consigliar S. A.; tuttavia, poi che così vengo comandato, mi par che se gli potesse ammettere ogni cosa, tutta volta che l'invenzion sua riuscisse: ma perchè egli sopratutto fa instanza sopra 'l privilegio, non so vedere come tal privilegio si possa concedere senza che in esso si specifichi l'invenzione, salvo che in un modo assai largo, cioè posto che la sua invenzione non sia stata mai proposta nè tentata da altri.
      Ma perchè questa mattina ho discorso assai a lungo seco, et esso mi ha detto che tratterà con lei minutamente sopra le sue pretensioni, non soggiugnerò altro, se non che quanto prima sarò da lei, per supplire a bocca dove di presente havessi mancato. E con ogni debita reverenza gli bacio le mani e prego felicità.
     
      Da Bell.do, li 3 di Aprile 1631.
      Di V. S. molto Ill.re et Ecc.ma
     
      Oblig.mo Se.reGalileo Galilei.
     
     
     
      2136*.
     
      GISMONDO COCCAPANI a [LORENZO USIMBARDI in Firenze].
      Firenze, 4 aprile 1631.
     
      Arch. di Stato in Firenze. Segreteria delle Riformagioni. Filza 9a di Negozi ecc. dell'Auditore Lorenzo Usimbardi, car. 485. - Autografa.
     
      Molt'Ill.re e Ecc.mo Sig.r mio,
     
      D'ordine dell'Ecc.mo Sig.r Auditore Staccoli, mi è stato imposto che io metta in carta et presenti a V. S. Ecc.ma quello che fa di mestiero al cominciare l'opera di già proposta(486) al Ser.mo Gran Duca sopra il negotio d'Arno.
      Per il che io Gismondo Coccapani suplicante propongo che, per conseguire tale negotio, è di mestiero, prima, levare la pianta del fiume, e cominciare sopra a Rovezzano; e a far ciò, oltre a quella provesione e riconoscimento che parrà a Sua A. S. assegniare al sudetto suplicante, gli sia dato possibilità o comodo, a tutte spese di S. A. S., d'una cavalcatura, un navicello e dua huomini, i quali lo possino condurre e aiutare per terra e per aqua, in quanto occorrerà per tale servitio; di poi, visto il viaggio e letto del fiume e notato ogni particolarità di esso, al quale, abbassato l'acque, subito si potrà aplicare il rimedio proposto, con quella speditione che parrà a S. A. S., alla benignità della quale mi rimetto, reverentemente bacio la veste.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XIV. Carteggio 1629-1632
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1965-1965 pagine 604

   





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