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      A me non è stato nuovo il sentir gl'effetti della sua gentilezza, essendo suo proprio il favorire i suoi servitori, obligandosegli sempre con le cortesie. Io conosco quanto devo a V. S., e mi reputo da qualcosa mentre da lei vengo sì fattamente honorato. Sono tanto superbo per simili favori, ch'io ardisco di suplicar V. S. della continovatione.
      Questi Ecc.mi miei SS.ri(639) hanno sempre discorso sopra V. S., e la vorrebbono, ora che si veglia, nella conversatione, dove si fa continova mentione della sua persona.
      Il S.r Benedetto Mellini è prontissimo servitore di V. S. Credo che in breve darà luce (sic) la sua prima commedia(640), e V. S. sarà il primo, fuori di Roma, a vederla. Ricordo a V. S. la pronta volontà che ho di servirla, e col medesimo Sig.r Mellini la reverisco di cuore.
     
      Di Roma, il 30 di Ottobre 1633.
      Di V. S. molto Ill.re et Ecc.maDev.o et Oblig.mo Ser.re
      Gio. Fran.co Tolomei.
     
      Io Benedetto Millino affermo quanto di sopra, mano propria.
     
     
     
      2763.
     
      MATTIA BERNEGGER a GIO. MICHELE LINGELSHEIM in Heidelberg.
      Strasburgo, 30 ottobre 1633.
     
      Bibl. Civica di Amburgo. Codice citato nella informazione premessa al n.° 2613, car. 99r. - Minuta autografa.
     
      Vir summe, parentis loco mihi semper observande,
     
      Glaserus(641) noster, quem, occupatissimum hactenus, appellare nondum licuit, superiori septimana Galilaeum cum litteris ad me misit, in quo per hanc hyemem convertendo tanto progrediar alacrius, quod autorem cum instituto meo tibi, cuius iudicium facio pro eo ac par est maximi, non displicere animadverto.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XV. Carteggio 1633
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 485

   





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