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      Ho di poi veduta la seconda replica(743), pur piena del medesimo affetto e maggiore ancora, poi che persiste pure col medesimo ardore in battere gagliardamente una rocca non dirò inespugnabile, ma che non si vede dar segno alcuno di ceder alle percosse, ancor che V. S. Ill.ma vadia ritrovando efficacissimi luoghi(744), atti a muover la pietà e mitigar l'ira. D'un luogo solo dubito (e sia detto con sua pace) che ella non habbia fatto perfetta elezzione, e che nella causa mia non possa haver forza di persuadere, ma più presto sia accomodato a far contrario effetto: e questo è l'esaltarmi sopra molt'altri del nostro secolo per le molte mie nuove invenzioni di grandissime conseguenze, per le quali ella stima che il mio nome possa esser di lunga durata nelle memorie de i posteri. Hor tenga pur per fermo V. S. Ill.ma che questa, dirò, in certo modo da lei stimata singolarità è stata e tuttavia è la principale, anzi la unica e sola, cagione del mio precipizio. L'haver scoperte molte fallacie nelle dottrine già per molti secoli frequentate nelle scuole, e parte di esse comunicate e parte anco da pubblicarsi, ha suscitato negl'animi di quelli che soli vogliono essere stimati sapienti tale sdegno, che, sendo sagacissimi e potenti, hanno saputo e potuto trovar modo di supprimere il trovato e pubblicato e impedir quello che mi restava da mandare alla luce; havendo trovato modo di cavar dal Tribunale Supremo ordine rigorosissimo ai Padri Inquisitori di non licenziare nissuna dell'opere mie: ordine, dico, generalissimo, che comprende omnia edita et edenda.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XVI. Carteggio 1634-1636
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 744

   





Tribunale Supremo Padri Inquisitori