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      Se le opere di V. S. fussero state tradotte in latino, sarebbero per tutta Europa numerosissime, perchè io ne ho veduta gran parte e trovato per tutto ella esser notissima con ammirabile stima; ma pochi ho trovato che habbino le sue opere, perchè non intendono italiano, et avendone da me e da altri notitia si consumano di desiderio di poterle havere et intenderle, e dicono: perchè non scrive latino? Se i Dialoghi erono latini, io penso che sarebbero già stati ristampati in Francia, Fiandra e Germania, in più luoghi, perchè i curiosi son molti, molti.
      Non risposi alla cortesissima lettera di V. S., che mi scrisse informandomi delle sue persecutioni, perchè mi mosse tanta compassione e passione, che pensai di tentar modo di liberamela: ma ho dubitato che avvisandola prima, fusse in progiuditio alla sua discolpa; poi, meglio discorrendo, ho conosciuto doverla prima avvisare, et aspettare il suo volere. Spero di poter haver ogni favore per lei dal Re di Pollonia; dicami V. S. se lo vuole, e come e dove, che lo tenterò, e lo spero di particolar affetto e forza per ottenerli liberatione et altro che ella desideri. Intanto si assicuri che io conserverò il suo libro come una gioia, e glielo farò stampare, e tutto con ordine sempre e saputa del Ser.mo Mattias. E per fine a V. S. con ogni affetto bacio le mani e gli desidero ogni felicità.
     
      Di Vienna, li 11 di Agosto 1635.
      Di V. S. molto Ill.re et Ecc.maDevot.mo et Oblig.mo Ser.re
      Giovanni Pieroni.
     
     
     
      3168**.
     
      NICCOLÒ FABRI DI PEIRESC a ELIA DIODATI in Parigi.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XVI. Carteggio 1634-1636
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 744

   





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