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      Hora è seguito che il giorno 31 di Maggio prossimo passato, la mattina intorno alle X hore e mezza, il medesimo Padre Mostro ha resa l'anima al suo Creatore; nel qual giorno per a punto tre anni avanti il sodetto Padre haveva fatta una gagliarda ed aspra riprensione a Suor Elisabetta nella chiesa della Minerva, trattandola da indemonia[ta] etc. In questo caso sono seguiti diversi particolari, che io non voglio stendere in carta, ma sono di gran considerazione. Ho però inteso che ha fatta una morte honoratissima e da buon religioso, in modo che si può sperare che Dio habbia hauto misericordia di quell'anima; la qual cosa piamente viene creduta tanto più da quelli che hanno intrinseca cognizione di Suor Elisabetta, quanto che questa buona serva di Dio, nel tempo che il Padre Mostro è stato infermo, essa ancora è stata travagliatissima, e tengono che habbia patito, conforme al suo solito, per impetrare la sollevazione e la salute dell'anima del Padre, effetto della sua ardentissima carità.
      Per tanto replico che godo grandemente che V. S. stia rimessa nella santa volontà di Dio e sopporti con pacienza i suoi travaglii, e li ricordo che chi non ha croci non è christiano. È ben vero che due furono le croci laterali a quella del nostro Salvatore Giesù Christo; in tutte dua furono crocefissi due ladri; ma uno bestemmiò, e l'altro confessò generosamente Nos quidem digna patimur, e meritò la gloria del Paradiso, e l'altro restò dannato. Io haverei molte cose da dire, ma so che ho da fare col più nobile intelletto che si trovi, e che intende molto meglio di me il buono ed il bello; però non andarò più avanti in questo particolare, riserbandomi, se piacerà a Dio, dire molte cose a bocca, come spero: e questa mattina l'Em.mo Sig.r Card.l Padrone mi ha dato buona intenzione di impetrarmi licenza che io possa venire a Firenze; e all'hora spenderemo molto tempo in questi discorsi, i quali soli sono necessarii alla nostra salute: e in tanto non manco, nè mancarò ogni giorno, ed in particolare nella Santa Messa, pregare Dio che ci conceda la Sua santa grazia.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XVIII. Carteggio 1639-1642
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 850

   





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