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      Quivi si veghono le gravi passioni di gelosia, i lamenti, la saldeza della fede datasi e confermata più volte con alte promesse, gli sdegni concepiti e poi placati da una semplice condoglienza, in una sola parola proferita, etc. Quale aridissima sterilità è quella di Armida, potentissima magha, per trattenersi apresso l'amato Rinaldo! E quale all'incontro è la copia di tutti gli allettamenti, di tutti gli spassi, di tutte le delizie, con le quali Alcina trattiene Ruggiero! Lascio stare che dalle discordie e da i sollevamenti nati per frivolissime e più che puerili cagioni nel campo de' Cristiani nissuna diminuzione di fortuna, che punto rilevi, ne nasce; dove che nella discordia tra i Saracini parte Rodomonte sdegnato, muore Mandricardo, resta ferito a morte Ruggiero, partesi Sacripante, allontanasi Marfisa, sì che finalmente sopragiugnendo Rinaldo dà una grandissima rotta ad Agramante, restato privo de' suoi più famosi eroi, onde poi finalmente ne segue la sua ultima rovina. La osservazione poi del costume è veramente maravigliosa nell'Ariosto. Quali e quante e quanto differenti sono le bizarrie che dipingono Marfisa temeraria e nulla curante di qual altra persona esser si voglia! quanto è ben rappresentata l'audacia e la generosità di Mandricardo! quante sono le prove del valore, della cortesia e della grandeza di animo di Ruggiero! Che diremo della fede, della costanza e della castità d'Isabella, d'Olimpia, di Drusilla, et all'incontro della perfidia et infedeltà d'Origille, di Gabrina, e della instabilità di Doralice!


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XVIII. Carteggio 1639-1642
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 850

   





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