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      Ho sentita la sua scrittura in proposito del potersi conservare il grano per lungo tempo(493), la quale, come tutte le altre che ho già veduto e sentite, mi è parsa derivare da un discorso molto aggiustato e ragionevole; e sommamente mi piace quel volersi rimettere alla esperienza, per tor via le imputazioni che per avventura potesse alcuno dare ai suoi puri discorsi. L'esperienza è assai facile a potersi fare; e quanto al pensiero, a me pare che sia assai probabile e degno di lode.
      Rimando a V. S. molto I. la scrittura e le lettere, et insieme una umilissima riverenza al Ser.mo G. D. Nostro Signore; et a lei confermo la mia devota ed obbligata servitù, e da Dio le prego intera felicità.
     
      D'Arcetri, li 22 di Giugnio 1640.
     
      Di V. S. molto Ill.reDevotiss.mo et Oblig.mo S.re
      G. G.
     
     
     
      4024.
     
      FERDINANDO BARDI a GALILEO [in Arcetri].
      Parigi, 22 giugno 1640.
     
      Bibl. Naz. Fir. Mss. Gal., P. VI, T. XIII, car. 208. - Autografa la sottoscrizione.
     
      Molto Ill.re Sig.r mio Oss.mo
     
      La settimana passata mandai a V. S. un piego del Sig.re Elia Deodati, quale facilmente gli capiterà insieme con questa, havendo cominciato gli ordinarii di Lione a non partire se non di quindici in quindici giorni. Dal sudetto Sig.r Deodati V. S. intenderà pienamente la stima grande che questi letterati fanno delle Tavole Medicee, pubblicate dal Padre Don Vincenzio Rinieri(494), essendo state riconosciute universalmente per esattissime. Si aspetta però con curiosità di vedere il resto del libro, quando sarà finito di stampare, perchè fino ora non ne sono comparsi se non da due terzi o poco più.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XVIII. Carteggio 1639-1642
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 850

   





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