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      Aff.mo et Oblig.mo Ser.reRaffaello Magiotti.
     
      Fuori: Al molto Ill.re et Ecc.mo Sig.r e P.ron mio Col.moIl Sig.r Galileo Galilei.
      Fiorenza.
     
     
     
      4119.
     
      EVANGELISTA TORRICELLI a [GALILEO in Arcetri].
      Roma, 15 marzo 1641.
     
      Bibl. Naz. Fir. Mss. Gal., P. I, T. XII, car. 203. - Autografa.
     
      Molt'Ill.re et Ecc.mo Sig.re P.ron Col.mo
     
      All'opere di V. S. Ecc.ma si conviene più tosto l'ammiratione che il commento. Lo stupore è stato in me supremo fin dal primo giorno che fui fatto degno di poter vedere i suoi libbri: parerà nondimeno che quest'ultimo del moto habbia eccitato in me più tosto l'ardire che la maraviglia. Confesso che meriterei questo concetto, quando l'intentione mia fusse mai stata di far comparir queste poche scritture(762) in Roma o altrove, e principalmente avanti al supremo giuditio di V. S. Ecc.ma Scrissi questi fogli, non per bisogno che io giudicassi haverne le sue dottrine, ma per necessità che havevo io di formar questo memorial d'eruditione alla mia poca intelligenza, e per il desiderio che tenevo di mostrar al mio maestro lontano come anco in assenza havevo propagata con qualche studio mio la sua disciplina. Compiacciasi V. S. Ecc.ma di assolvere la mia ossequiosa reverenza e divotione, se io, per ammaestrar me stesso, trascorsi nel far questa parafrasi alle sue scienze: so che ancor ella haverà fatto l'istesso da fanciullo nelle scuole d'humanità sopra i versi dell'Eneide e l'orationi di M. Tullio. Quanto poi al far vedere ad altri le mie povere debolezze, lascierò che la facondia del P. Abbate(763) difenda la causa sua per discolpa di sè stesso.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XVIII. Carteggio 1639-1642
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 850

   





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