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      Veretur fortassis ne, si mecum agat, habeam quod opponam. Adire eum mihi non licet, cum in hospitio degat. Ego rem dissimulo.
      Ad neapolitanos tubos quod attinet, credo etiam ego plus pretii et famae eos habere quam bonitatis: certe forma ibi perfectior non dabitur quam alibi, cum rotunditas ubique sit eadem, et in tubis longioribus minor, maior in brevioribus. Audio, in materia solum excellentiam illorum constare, hoc est in vitris crystallinis, quae ita norunt temperare et aptare, ut nihil penitus quasi hebetent aut refringant etc.....
     
     
     
      4183*.
     
      GIO. BATTISTA RUSCHI a [GALILEO in Arcetri].
      Pisa, 3 dicembre 1641.
     
      Bibl. Est. in Modena. Raccolta Campori. Autografi, B.a LXXXVII, n.° 162. - Autografa.
     
      Molt'Ill.re et Ecc.mo S.re P.rone Col.mo
     
      Resto, con mio estremo disgusto, avvisato dal P. Rinieri della malattia di V. S. Ecc.ma, della quale però desidererei dal S.r Vincentio (mentre non gli fosse incommodo) un poco di minuto ragguaglio; non ch'io speri di potergli portar giovamento, come desidererei, ma per un poco di maggior mia quiete, accertandola che io ne sto con ansietà tale, che non posso dir maggiore. Desidererei che si pigliasse briga il S.r Vincentio di favorirmi d'un poco di ragguaglio de' rimedii che si è fatti e che di presente si fa per ordine del medico, e così della institutione della vita, oltre al ragguaglio del male. Perchè detto Padre m'ha detto, fra l'altre cose, d'un grandissimo aborrimento di tutte le bevande, stimando io che non gli permetta il medico il vino, sono andato chimerizzando che cosa harei potuto trovar di stravagante, e che si possa permettere ad un febricitante; et ho procurato un poco di cerbetto, che usano i Turchi, che mescolandone un pochetto con l'acqua e dibattendo, fa bevanda che ad alcuni è grata.


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Le opere di Galileo Galilei
Volume XVIII. Carteggio 1639-1642
di Galileo Galilei
Barbera Firenze
1964-1965 pagine 850

   





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