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      Frattanto alcuni pietosi sollevarono Gaudenzio dal suolo ed il buon Ripari, chirurgo della Legione, dimenticando ogni giusto rancore contro la setta scellerata, dopo d'averlo medicato alla meglio, lo fece condurre in una stanza della Locanda, ove lo lasceremo in letto, meditando vendetta sul suo feritore e su tutta quanta quella canaglia, com'ei diceva, di scapestrati rompicolli.
      Il buon umore, i brindisi, le ciarle del banchetto ebbero un termine colla catastrofe del prete, ed ognuno dei tanti che si promettevano di brindare, improvvisare, declamare poesie, diferirono ogni cosa per miglior occasione.
     
     
     
      CAPITOLO V.
     
      IDA
     
      Bella come il sorriso della natura,
      in una serena e tranquilla mattinatadi maggio.
      (Autore conosciuto.)
     
      O donna! creatura privilegiata, riverita, adorata dall'uomo di cuore - sovente manomessa dal codardo.
      Angelo della vita! - L'uomo nella sua presunzione ideò Dio colle proprie forme: eppure l'Onnipotente dovrebbe avere la sembianza d'una donna, s'egli potesse aver forme. Se lo spirito deve comandare alla materia - l'intelligenza alla forza brutale - l'uomo all'elefante - la donna dovrebbe dirigere la famiglia umana.
      Se al composto informe d'ermafroditi, che comandano all'Italia, si sostituisse una donna, essa certamente non consentirebbe a tante umiliazioni. Lo straniero, grazie alla concordia degli odierni reggitori, calpesterebbe forse ancora le nostre contrade, ma almeno con la donna governante, non complice, non traditrice de' propri concittadini!
      Ida, la bellissima tra le fanciulle di Felsina, la Bulla(14) a 14 anni, aveva veduto il nostro Cantoni nel suo ingresso a Bologna, ed aveva consacrato la sua bella, la sua giovine esistenza al più avvenente dei Volontari.


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Cantoni il volontario
Romanzo storico
di Giuseppe Garibaldi
Politti editore Milano
1870 pagine 195

   





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