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      Chi ha la coda di paglia, teme il fuoco. - Ciò che non era naturale, che non doveva essere, e che mi ripugna scrivendolo, si è l'opposizione a noi fatta dal dottrinarismo, dagli uomini che oggi ancora sono tenuti quali archimandriti della democrazia italiana.
      Essi hanno del merito, non glie lo contesto, e se al merito incontestabile avessero potuto aggiungere la capacità di far l'Italia da soli senza la cooperazione d'altri - essi sarebbero senza dubbio i sommi dei sommi. - Comunque, da loro fummo attraversati anche nella spedizione del 60, apparentemente, non colla volontà di nuocere; ma in realtà pregiudicavano.
      L'organizzazione di un corpo di volontari in Toscana capitanato da Nicotera nocque, e se quelli stessi volontari si fossero inviati in Sicilia, sarebbe stato assai meglio.
      La spedizione al Golfo degli Aranci, ordinata, credo da Bertani, e da lui diretta coll'oggetto d'un'operazione diversiva nello stato pontificio come la prima, fu anche nociva, perchè ritardò l'arrivo di un corpo considerevole di volontari di cui avevamo gran bisogno, e mi obbligò di abbandonare l'esercito sul Faro, imbarcarmi a bordo del Washington, ed espormi al pericolo d'incontrare gl'incrociatori borbonici, per andar a cercare a tramontana della Sardegna il suddetto forte contingente di bellissimi militi che si volevano sottrarre ai miei ordini (per una spedizione inutile, giacchè essi nulla avrebbero fatto a fianco dell'esercito sardo invadente) e forse anche per non contaminarli al contatto degli elementi poco puri dei Mille.


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I Mille
di Giuseppe Garibaldi
Tipogr. Camilla e Bertolero
1874 pagine 356

   





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