Pagina (217/475)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Questi favori, invece di accrescere la fedeltà, servirono solamente ad accendere l'ambizione di quel pastor della Tracia, che riguardò la sua fortuna come ineguale al suo merito, fino a tanto che gli convenne riconoscere un superiore. Benchè privo di una vera prudenza, la sua naturale sagacità gli fece conoscere che l'Imperatore avea perduto l'affetto dei soldati, e gl'insegnò ad accrescere il loro disgusto a suo proprio vantaggio. È facile allo spirito di fazione ed alla calunnia di spargere il loro veleno sull'amministrazione dei migliori Principi, e di accusare le stesse loro virtù, artificiosamente confondendole con quei vizj, con i quali esse hanno una prossima affinità. I soldati ascoltarono con piacere gli emissarj di Massimino. Arrossirono essi della vergognosa pazienza, colla quale avevano per tredici anni sofferta la fastidiosa disciplina imposta loro da un effeminato Siro, il timido schiavo della madre e del Senato. Era tempo, gridavan eglino, di distruggere il vano fantasma della potenza civile, e di eleggere per loro Sovrano e Generale un vero soldato educato nel campo, esercitato alla guerra, che sostenesse la gloria dell'Impero, e ne dividesse i tesori co' suoi compagni. Un grand'esercito era allora accampato sulle rive del Reno sotto il comando dell'Imperatore medesimo, che quasi immediatamente dopo il suo ritorno dalla guerra persiana, era stato obbligato a marciare contro i Barbari della Germania. Era a Massimino affidata la cura importante di addestrare e rivedere le nuove reclute.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Storia della decadenza e rovina dell'Impero Romano
Volume Primo
di Edoardo Gibbon
pagine 475

   





Tracia Imperatore Principi Massimino Siro Senato Sovrano Generale Impero Reno Imperatore Barbari Germania Massimino