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      Le dispiaceva soltanto di sentirsi domandare ogni sera se voleva sposarlo e di dover rispondere no.
      Finalmente una sera Belinda disse al mostro:
      - Mi dispiace molto che mi forziate così spesso a rifiutare le vostre offerte. Vorrei potervi voler tanto bene da sposarvi, ma devo dirvi che non credo sarei felice. Vorrei però esservi sempre amica; cercate di contentarvi così.
      - Devo contentarmi perché so bene quanto sono spaventoso, ma vi voglio più bene che a me stesso. Sono felice che stiate volentieri con me e promettetemi Belinda, che non mi lascierete mai.
      Belinda avrebbe voluto prometterlo e soffriva per lui, ma in quel giorno aveva veduto nello specchio magico, nel quale guardava sempre, il suo povero babbo che moriva dal dolore di averla perduta.
      - Ohimè! - disse - desidero da tanto tempo di rivedere mio padre che mi sento spaccare il cuore.
      - Vorrei piuttosto che schiantasse il mio, Belinda - rispose la bestia. - Vi manderò a casa di vostro padre, ma se vi rimarrete la povera bestia morirà di dolore.
      - No! - esclamò Belinda - Vi voglio troppo bene per esser causa della vostra morte. Vi prometto di tornare fra una settimana. Sapete che le mie sorelle si sono maritate, che i miei fratelli sono andati a fare i soldati, così mio padre è solo. Lasciatemi stare una settimana con lui.
      (Continua)
     
     
      Belinda trovatevi da lui domani mattina. Ma non dimenticate la promessa. Quando volete tornare dovete soltanto posare il vostro anello sulla tavola quando andate a letto. Buona notte Belinda.
      La bestia sparì pronunziando quelle parole, e Belinda andò a letto afflitta di vederla addolorata.


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Giornale per i bambini
Antologia
di Autori Vari
Tipografia del Senato
1881-1883 pagine 360

   





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