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      Io prendo per una volta consiglio, e animosamente scrivo: "Nel principio era l'atto."
      Barbone! se io devo ricoverarti nella mia stanza, cessa oramai di ululare, cessa di abbajare. Io non so patire intorno a me un tanto scompiglio; e l'uno di noi due ha da sgombrare la cella. Di mal cuore vengo al partito di violare la ragione dell'ospizio; la porta è aperta e sei libero di andartene. Ma che veggo? Son tali cose possibili in natura? E ombra - o è realtà? Ve' come il mio barbone diviene grande e grosso! Egli si leva tremendo, e ornai non ha più forma alcuna di cane. Che razza di spettro mi son io messo in casa! Già già uguaglia un ippopotamo con occhi di fuoco e fauci spaventevoli. Oh, tu sei mio di certo! Per simili spurie generazioni dell'inferno la chiave di Salomone è il caso.
      SPIRITI (nel corridoio)
      Uno quiv'entro è preso!
      Deh, state fuor che non v'incolga male.
      Come volpe nel laccioChe al valico l'è teso,
      Una vecchia, infernaleLinee sta sbigottita in grande impaccio.
      Ma lesti, l'ale,
      Spirti, spiegate,
      Su svolazzate
      In qua e in là,
      E scioglierassi.
      Vuolsi ajutarlo,
      Veder di trarlo
      A libertà.
      Quel che a lui fassi
      È di dovere,
      Che anch'ei piacere
      Sempre ne fa.
      FAUST. Primieramente per affrontare la belva mi convien adoperare lo scongiuro dei quattro.
      Salamandra ha da infocarsi,
      Ondina volversi,
      Silfo dissolversi
      E Coboldc affaticarsi.
      Chi non conoscesse gli elementi, né le virtù e qualità loro, non avrebbe nessun dominio sugli spiriti.
      Salamandra, t'accendi!
      Ondina, scorri in garrulo ruscello!


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Faust
di Johann Wolfgang Goethe
pagine 358

   





Salomone Coboldc