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      Voi sapete quale specialità dia il tratto alla bilancia, e balzi l'uomo su la santa sede.
      FROSCH(canta).
      Ser rosignuolo vola e di' al mio bene
      Ch'io lo saluto: digli le mie pene.
      SIEBEL. Al tuo bene non un sol saluto; non vo' udirne parlare.
      FROSCH. Al mio bene saluti e baci; tu non me ne impedirai. (Canta.)
      Su 'l chiavistello! è bujo d'ogn'intorno!
      Su 'il chiavistello! veglia l'amoroso.
      Giù 'il chiavistello! allo spuntar del giorno.
      SIEBEL. Sì, canta, canta a tua voglia, ed amala e lodala! ché tu non tarderai a darmi di che ridere. Ell'ha uccellato me, e farà a te quel medesimo. Io le desidero per amante un folletto, il quale può sollazzarsi seco sur un crocicchio. Un vecchio caprone, quando vien giù dal Blochsberga, può nel suo galoppo darle incontro di cozzo e belarle la buona notte. Un bello e ben creato giovane è troppo buon boccone per simile zitella. Io non ho altro saluto da darle fuorché sassate nei vetri.
      BRANDER (percuotendo la tavola). Zitti, zitti, signori! date retta a me, eppoi dite s'io non sono un uomo. Egli è qui alcuno che patisce d'amore, ed è giusto che io gli dia la buona notte come si convien meglio al suo stato. Attenti! ché la è una canzone nuova di zecca! E cantate di gran lena il ritornello.
      (Egli canta). Fu un topo che viveaDi lardo e di farina
      Senza affanni in cantina,
      E una pancetta aveaTonda e lustra che in vero
      Parea 'l dottor Lutero.
      Or la cuoca ribaldaGli appiattò in una cialda
      Un velen traditore,
      Che gli dié tal tormento,
      Come se avesse drento
      La rabbia dell'amore.


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Faust
di Johann Wolfgang Goethe
pagine 358

   





Canta Blochsberga Lutero