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      Pur troppo quel che è fatto è fatto, e oramai ciò che dee essere sarà. Tu ti sei data furtivamente ad uno e ti darai tosto a molti altri, e allorché avrai fatto il piacere di una dozzina tu farai leggermente il piacere di tutta la città.
      Quando l'ignominia nasce, ell'è da prima recata nel mondo nascosamente; le si avviluppa intorno al capo e gli orecchi il velo della notte, anzi si vorrebbe poterla affogare. Ma, poiché è cresciuta e s'è fatta grande, allora ella va attorno nuda di bel mezzodì, e non è pertanto più bella. Quanto più il suo aspetto divien brutto e abbominevole, tanto ella cerca più sfacciatamente lo splendore del giorno.
      Io ho già innanzi a me il tempo nel quale ogni uomo da bene si scanserà, sguajata, da te come dal cadavere di un appestato, e il cuore ti si smarrirà nel petto quando un di loro ti guarderà pure negli occhi. Tu non porterai più catenella d'oro; non più apparirai in chiesa dinanzi l'altare; non più col bel collare delle trine ti compiacerai nella danza. Tu andrai a rimpiattarti in qualche miserabile ospizio fra gli accattoni e gli storpi; e ancorché Dio ti perdonasse lassù, tu sarai pur sempre maledetta sopra la terra.
      MARTA. Raccomandatevi alla misericordia del Signore. Volete aggravarvi l'anima anche di questi improperj?
      VALENTINO. Oh, potess'io gittarmi su quel tuo vecchio carcame, mezzana svergognata, ch'io spererei d'impetrarmi così il perdono d'ogni mio peccato.
      MARGHERITA. O, fratel mio! Che inferno mi fai patire!
      VALENTINO. Io tel dico; rasciuga le lagrime.


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Faust
di Johann Wolfgang Goethe
pagine 358

   





Dio