Pagina (111/358)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Ivi se ne va via serpendo per la valle, diramata in cento rigagnoli, e là oltre, s'ingorga e frange giù tra i macigni. Qui da presso piovigginano scintille, simili a sparnicciata arena d'oro. - Ma guarda, come quella petrosa giogaja si affuoca tutta lunghesso la cima!
      MEFISTOFELE. Non ti pare che il nostro Mammone abbia superbamente illuminato la sua reggia per simil festa? O tua gran ventura che hai veduto questo! Parmi già udire il furibondo accorrere dei convitati.
      FAUST. Come imperversa la procella per l'aria! e che fieri buffi mi da dietro nella coppa!
      MEFISTOFELE. Ghermisci i vecchi scheggi di quella rupe, che il turbine non ti rovini giù nel profondo. Una grossa nebbia raddensa la notte. Odi risonare di grandi scrosci la foresta, e i gufi svolazzare di qua e di là pieni di spavento! Odi scheggiarsi le colonne di questi palagi di eterna verdura; - odi il cigolare e il frangersi dei rami; il violento squassarsi dei tronchi, lo svellersi e lo squarciarsi delle radici! E rami e tronchi e ceppi s'intralciano, si avviluppano, si dirompono, e mirando vanno giù ad accatastarsi nei fondi declivi del monte, dove fra i loro rottami ulula e sibila il vento. Odi tu voci su in alto? - di lontano? - da presso? Sì certo tutta la montagna risona di un tempestoso magico canto!
      STREGHE in coro.
      Traggono al Broken le Streghe in masnade.
      La stoppia è gialla ed è verde la biada.
      Sovra la cima è il solenne ridotto;
      Là siede Uriano sul sasso dirotto.
      Vassi per greppe, per bronchi e per stecchi.
      Le streghe t-o, putano i becchi.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Faust
di Johann Wolfgang Goethe
pagine 358

   





Mammone Broken Streghe Uriano