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      MEFISTOFELE. Chi passeggia nei punti appartati sugli spalti v'incontra la bella delle belle splendidamente abbigliata, che coprendosi un occhio col ventaglio di piume ci guarda coll'altro e ci sorride... Non v'è bisogno di spirito o d'eloquenza per ottenere più presto e più largamente i favori dell'amore, né di presentarsi col borsellino o coi sacchi ricolmi; un piccolo foglio di carta si porta così facilmente in seno, e s'accoppia così bene coi biglietti amorosi. Il prete lo ripone piamente nel breviario; il soldato rimane più agile ne' suoi movimenti, e la sua cintura è più leggera. Mi perdoni Vostra Maestà, e non creda che io voglia attenuare il merito della grande opera, coll'enumerarne i più piccoli beneficii.
      FAUST. L'immensa copia di tesori che dorme sepolta entro la terra de' tuoi Stati, rimane senza profitto. Tale sterminata ricchezza non può imaginarsi dal pensiero il più vasto; la fantasia non vi arriva per quanto alto e sublime sia il suo volo. Ma gli spiriti cui è dato di scandagliare il fondo delle cose, concepiscono per l'infinito una confidenza infinita.
      MEFISTOFELE. Quella carta è assai più comoda che l'oro e le perle. Si sa precisamente ciò che si possiede senza bisogno di pesare né di cambiare, e si può godersela e scialare colle donne e col vino. - Si vuole dell'oro? C'è lì presso chi fa il cambio; e se mancasse il metallo, non si ha che a scavare alcun poco il terreno, si mettono all'incanto coppe e monili, ed ecco subito ammortizzata la carta, e svergognati gl'increduli che si beffavano insolentemente di noi.


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Faust
di Johann Wolfgang Goethe
pagine 358

   





Vostra Maestà Stati