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      MEFISTOFELE. Ahimè! Lasciate in disparte questi dibattimenti tra la tirannia e la schiavitù. È una cosa che mi ammazza di noia; appena finiti ricominciano da capo e nessuno fra quelli che discutono s'accorge che Asmodeo piantato dietro loro se ne prende giuoco. Essi combattono, a quel che si dice, pel diritto e la libertà, e tutto ben considerato, è un combattimento di schiavi contro schiavi.
      HOMUNCULUS. Lascia all'uomo la sua indole ribelle; ch'ei si difenda come può; il fanciullo si farà uomo. Sì tratta ora di guarire quell'infermo. Se hai un rimedio, facciamone qui l'esperimento; se no, lasciane la cura a me.
      MEFISTOFELE. Ci sarebbe qualche piccolo tentativo da fare sul Brocken, ma i catenacci del paganesimo sono tirati e me l'impediscono. Il popolo greco non valse mai gran cosa: esso però vi abbaglia colla licenza dei piaceri sensuali ed attrae il cuore dell'uomo verso i peccati pieni di ridenti lusinghe, mentre i nostri sono sempre tetri. Ed ora che facciamo?
      HOMUNCULUS. Tu non sei d'indole così ingenua, e quando io ti parlo di maghe di Tessaglia, credo di dirti qualche cosa.
      MEFISTOFELE. Le maghe di Tessaglia! Da lungo tempo mi sono informato di esse. Non credo che mi piacerebbe troppo di passare una notte dopo l'altra in loro compagnia; tuttavia tento una visita.
      HOMUNCULUS. Qua il mantello, mettilo addosso al cavaliere. Questo cencio vi porterà ambedue, come ha fatto fin qui; ed io vi precedo per servirvi di guida.
      WAGNER (angosciato). Ed io?
      HOMUNCULUS. Eh! tu resti a casa per compiere un'impresa ben più importante.


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Faust
di Johann Wolfgang Goethe
pagine 358

   





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