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      Oh! oh! non avrei mai immaginato cosa sì prodigiosa!... Una montagna come questa sorgere nella notte! Io l'appello un'allegra cavalcata di streghe, le quali portano dietro di sé il loro Blocksberg.
      OREADE (roccia della natura). Vieni qui! La mia montagna è vecchia e conserva la sua forma originale. Onora questi malagevoli sentieri di granito, ultime ramificazioni del Pindo. Così io stava già immobile quando Pompeo fuggitivo corse precipitosamente sul mio dorso. Presso di me, l'opera dell'illusione rovina al primo canto del gallo. Io vedo spesso simili storielle nascere e svanire repentinamente.
      MEFISTOFELE. Onore a te, cima venerabile che la forza delle querce incorona! Il più puro raggio di luna non penetra nelle tue tenebre; ma lungo i cespugli trapela un chiarore la cui scintilla tremola. Quale incontro! Non m'inganno, è Homunculus! Dove vai, caro camerata?
      HOMUNCULUS. Vo volando di luogo in luogo, e non mi dispiacerebbe l'esistenza nel senso più complesso, ben inteso. Non mi reggo più la impazienza, vorrei quasi spezzare il mio vetro; ma tutto quanto vidi finora non mi tenta guari a farlo, e non saprei avventurarmici. A dirtela schiettamente, io cerco due filosofi. Io li ho uditi, essi dicevano: Natura! Natura! Non voglio più separarmi da loro; essi devono però conoscere l'essere terrestre, ed io finirò per sapere qual via la saggezza vuole che io prenda.
      MEFISTOFELE. Riguardo a tutto ciò, fa come meglio ti piace; nel regno degli spettri, il filosofo è benvenuto. Affinchè si gusti l'arte sua ed i suoi favori, egli li crea subito a dozzine.


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Faust
di Johann Wolfgang Goethe
pagine 358

   





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