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      L'IMPERATORE (impazientito). Ma quelle borgate non esistono ancora; esse riposano tuttora in fondo al mare.
      L'ARCIVESCOVO. A chi ha diritto e pazienza non manca di spuntare il suo giorno. Che la tua parola sia per noi inviolabile. (Esce.)
      L'IMPERATORE (solo). S'io continuo a dar retta a costui, sarò costretto a firmare l'atto di donazione di tutto quanto l'impero!
     
     
      FINE DELL'ATTO QUARTO.
     
     
     
     
     
      ATTO QUINTO
     
     
     
      Aperta campagna
     
     
      UN VIAGGIATORE. Sì! quelli sono gli opachi tigli, in tutta la vigoria della loro vecchiaja; e doveva pur finalmente ritrovarli dopo un sì lungo cammino! Ed ecco l'antico recinto, la capanna che mi ricoverò il giorno in cui le onde tempestose mi gettarono su queste aride sabbie. Vorrei poter benedire i miei ospiti, così pronti a soccorrermi, una coppia eccellente già troppo avanzata negli anni allora però perché io possa ritrovarli ora. Erano proprio gente buona e caritatevole! Busserò io? li chiamerò? - Salvete, voi apostoli dell'umanità, se oggi ancora gustate l'invidiabile e rara dolcezza di far del bene!
      BAUCI (donna di piccola statura, estremamente decrepita). Piano, mio caro forestiere, piano! zitto! Lascia riposare mio marito; un lungo sonno porge al vegliardo l'attività necessaria alla sua breve vigiliaIL VIAGGIATORE. Dimmi, o madre, sei tu qui per ricevere ancora i miei ringraziamenti, in riconoscenza di ciò che facesti in altri tempi col tuo sposo, per la mia vita? Sei tu Bauci, le cui premurose cure richiamarono la vita sulle mie labbra già livide? (Lo sposo si avanza.


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Faust
di Johann Wolfgang Goethe
pagine 358

   





Esce Bauci