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      Nei cervelli che hanno subìto a lungo l'azione del bicromato, e che sono appunto quelli che spesso forniscono più bella la reazione, potrà occorrere di cambiare il bicloruro durante qualche mese, prima che cessi di verificarsi la colorazione gialla del bicromato.
      In quanto venne qui detto, si ha altra differenza rispetto al modo d'agire delle soluzioni di nitrato d'argento, le quali danno tutto quello che possono dare nel breve periodo accennato di 24-48 ore, rimanendo successivamente inerti, per quanto possa essere ulteriormente continuata l'immersione dei pezzi.
      Anche allorquando la reazione ha raggiunto il maximum, i pezzi si conservano pallidi e precisamente offrono l'aspetto del tessuto cerebrale fresco, che avesse subita una leggera lavatura nell'acqua.
      Entro la soluzione di bicloruro i pezzi possono essere lasciati indefinitamente, non soltanto per l'eventualità che per un certo tempo la reazione continui ad estendersi, ma anche perchè con ciò essi acquistano una consistenza molto adatta per l'esecuzione di fine sezioni.
      Riguardo al modo con cui la reazione si estende sui diversi elementi, voglio soltanto notare che nei pezzi i quali non hanno subìto che quel mediocre grado di indurimento, che può essere ottenuto entro il primo mese di immersione nel bicromato, essa va gradatamente interessando le sole cellule gangliari e che solo successivamente la riduzione ha luogo anche nelle fibre nervose. È quasi esclusivamente nei pezzi, che per aver subìto per lungo tempo l'influenza del bicromato sono molto induriti, che siffatta reazione si manifesta su larga scala nelle fibre nervose.


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Sulla fina anatomia degli organi centrali del sistema nervoso
di Camillo Golgi
pagine 300