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      I tipi di supplemento come la «Domenica del Corriere» o la «Tribuna illustrata» sono un'altra cosa e a mala pena si possono chiamare supplementi. La «Gazzetta del Popolo» fece dei tentativi di «pagine» dedicate a un solo argomento ed ebbe la «Gazzetta letteraria» ed oggi l'«Illustrazione del Popolo». Il tentativo piú organico fu fatto dal «Tempo» di Roma nel 1919-20 con veri e propri supplementi come quello «economico» e quello «sindacale», per l'Italia assai bene riuscito. Cosí ha avuto fortuna il «Giornale d'Italia Agricolo». Un quotidiano ben fatto e che tenda a introdursi attraverso i supplementi anche dove difficilmente penetrerebbe come quotidiano dovrebbe avere una serie di supplementi mensili, di formato diverso da quello del quotidiano ma col titolo del quotidiano seguito dalla speciale materia che vuole trattare. I supplementi principali dovrebbero essere almeno: 1) letterario, 2) economico industriale sindacale, 3) agricolo. Nel letterario dovrebbe essere trattata anche la filosofia, l'arte, il teatro. Il piú difficile da farsi è quello agrario: tecnico-agrario o politico-agrario per i contadini piú intelligenti? Questo secondo tipo dovrebbe avvicinarsi a un settimanale politico, cioè riassumere tutta la politica della settimana e in piú avere una parte specificatamente agricola (non del tipo della «Domenica dell'Agricoltore»): sarebbe agricolo solo nel senso principale che è destinato ai contadini che non leggono i quotidiani, quindi tipo «Amico delle famiglie» piú parte tecnica agricola piú popolare.


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Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura
di Antonio Gramsci
pagine 299

   





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