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      ) La figura del seps non corrisponde molto allo scurzone del mio paese: il seps è una biscia regolare, sottile, lunga, proporzionata, e le zampette sono attaccate al corpo armonicamente; lo scurzone invece è un animale repellente: la sua testa è molto grossa, non piccola come quella delle biscie; la «coda» è molto conica; le due zampette d'avanti sono troppo vicine alla testa, e sono poi troppo lontane dalle zampe di dietro; le zampe sono bianchiccie, malsane, come quelle del proteo e dànno l'impressione della mostruosità, dell'anormalità. Tutto l'animale, che abita in luoghi umidi (io l'ho sempre visto dopo aver rotolato grossi sassi) fa un'impressione sgraziata, non come la lucertola e la biscia, che a parte la repulsione generica dell'uomo per i rettili, sono in fondo eleganti e graziose. Vorrei ora sapere dalla tua sapienza di storia naturale, se questo animale ha un nome italiano e se è noto che in Sardegna esiste questa specie che deve essere della stessa famiglia del seps francese. È possibile che la leggenda del basilisco abbia impedito di ricercare l'animale in Sardegna; il professore di Santu Lussurgiu non era uno stupido, tutt'altro, ed era anche molto studioso; faceva collezioni mineralogiche ecc., eppure non credeva che esistesse lo «scurzone» come realtà molto pedestre, senza alito avvelenato e occhi incendiari. Certo questo animale non è molto comune: io l'ho visto non piú di una mezza dozzina di volte e sempre sotto dei massi, mentre biscie ne ho viste a migliaia senza bisogno di muovere sassi.


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Lettere dal carcere
di Antonio Gramsci
pagine 803

   





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