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      Assicura perciò mammà che ho molto gustato tutto e che ne sono stato molto contento. Mi dispiace che ti sei rivolta a Carlo per quell'estratto vegetale che avevo accennato a Tatiana. Ti voglio informare che Carlo si è comportato e sta comportandosi con me in modo molto bizzarro e curioso, che mi dispiace assai. Credevo che dopo il colloquio dei primi mesi dell'anno scorso, che ricorderai, ci fossimo spiegati a sufficienza e fossimo d'accordo. Ma io non riesco a capire il suo modo di pensare e di operare. Ai primi di novembre, dopo che non mi scriveva dal giugno, mi arriva un telegramma in cui mi annunzia che sono stato amnistiato e che andrò in libertà fra giorni. Mi domanda se deve venire a Turi per abbracciarmi libero e altre sciocchezze del genere, che però sul momento mi fecero una certa impressione dato che non avevo nessuna notizia e potevo credere che egli fosse una persona seria e responsabile. D'altronde in quei giorni ero molto depresso e indebolito, ricorderai che poco prima Grazietta mi aveva scritto una lettera catastrofica sulle condizioni di mammà. Dopo questo telegramma sorprendente, Carlo non ha ritenuto necessario scrivermi per cercare di darmi qualche spiegazione. Ti prego di non rivolgerti a lui per ciò che mi riguarda e di non domandargli nulla per me. Io gli avevo domandato solo di scrivermi qualche volta, di mantenersi in contatto epistolare con me, magari di scrivermi solo qualche cartolina illustrata. Mi ha fatto tante promesse in questo senso, ha affermato di capire perfettamente perché io gli domandavo questo.


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Lettere dal carcere
di Antonio Gramsci
pagine 803

   





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