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      ) La societÓ meridionale Ŕ un grande blocco agrario costituito di tre strati sociali: la grande massa contadina amorfa e disgregata, gli intellettuali della piccola e media borghesia rurale, i grandi proprietari terrieri e i grandi intellettuali. I contadini meridionali sono in perpetuo fermento, ma come massa essi sono incapaci di dare una espressione centralizzata alle loro aspirazioni e ai loro bisogni. Lo strato medio degli intellettuali riceve dalla base contadina le impulsioni per la sua attivitÓ politica e ideologica. I grandi proprietari nel campo politico e i grandi intellettuali nel campo ideologico centralizzano e dominano, in ultima analisi, tutto questo complesso di manifestazioni. Come Ŕ naturale, Ŕ nel campo ideologico che la centralizzazione si verifica con maggiore efficacia e precisione. Giustino Fortunato e Benedetto Croce rappresentano perci˛ le chiavi di volta del sistema meridionale e, in un certo senso, sono le due pi˙ grandi figure della reazione italiana.
      Gli intellettuali meridionali sono uno strato sociale dei pi˙ interessanti e dei pi˙ importanti nella vita nazionale italiana. Basta pensare che pi˙ di 3/5 della burocrazia statale Ŕ costituita di meridionali per convincersene. Ora, per comprendere la particolare psicologia degli intellettuali meridionali, occorre tenere presenti alcuni dati di fatto:
      1. In ogni paese lo strato degli intellettuali Ŕ stato radicalmente modificato dallo sviluppo del capitalismo. Il vecchio tipo dell'intellettuale era l'elemento organizzativo di una societÓ a base contadina e artigiana prevalentemente; per organizzare lo Stato, per organizzare il commercio, la classe dominante allevava un particolare tipo di intellettuale.


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La questione meridionale
di Antonio Gramsci
pagine 117

   





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