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      La proposta fu respinta dopo un discorso dell'allora estremista Baratono il quale trovò che la creazione delle cellule avrebbe significato la denunzia del patto di alleanza in quando il Partito con le cellule avrebbe soppiantato i sindacati (cioè i riformisti) nella direzione delle masse. Battuti dinanzi alla direzione, uno degli «ordino visti» e precisamente il sottoscritto, si recò, per incarico della sezione socialista torinese, alla Conferenza nazionale della frazione astensionista che si tenne a Firenze nel luglio, per proporre la formazione di una frazione comunista sulla base dei princípi generali organizzativi e politici dell'Internazionale comunista (cellule, Consiglio di fabbrica). Anche qui la proposta fu respinta, perché si riteneva che per dirigere la massa fossero inutili le «pure forme organizzative», mentre erano sufficienti le affermazioni di astensionismo parlamentare. Cosí la classe operaia arrivò all'occupazione delle fabbriche senza direzione politica rivoluzionaria, e i riformisti poterono cosí dirigere le masse verso la rinunzia alla lotta.
      L'episodio italiano, come l'esperienza «europea» dopo il secondo Congresso, dimostra come fosse difficile ai vecchi Partiti socialisti comprendere concretamente cosa sia la dittatura del proletariato, come non basti affermarsi per la dittatura e credere di lavorare per essa, per essere tali e lavorare in tal senso.
      Secondo il compagno Mangano, l'aver tardato a comprendere dovrebbe aver per conseguenza non di affrettarsi a recuperare il tempo perduto, ma di rinunziare a comprendere e ad operare.


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Scritti politici
Terza parte
di Antonio Gramsci
pagine 415

   





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