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      Per metodo noi abbiamo voluto parlare solo degli aspetti piú generali: abbiamo voluto evitare di cadere nell'imparaticcio scolastico che purtroppo affiora in alcuni documenti di altri partiti e toglie serietà al loro intervento.
      Cosí non è vero, come tu dici, che noi siamo troppo ottimisti sulla bolscevizzazione reale dei partiti occidentali. Tutt'altro. Il processo di bolscevizzazione è talmente lento e difficile che ogni anche piú piccolo inciampo lo arresta e lo ritarda. La discussione russa e l'ideologia delle opposizioni gioca in questo arresto e ritardo un uffizio tanto piú grande, in quanto le opposizioni rappresentano in Russia tutti i vecchi pregiudizi del corporativismo di classe e del sindacalismo che pesano sulla tradizione del proletariato occidentale e ne ritardano lo sviluppo ideologico e politico. La nostra osservazione era tutta rivolta contro le opposizioni. È vero che le crisi dei partiti e anche del Partito russo sono legate alla situazione obiettiva, ma cosa significa ciò? Forse che per ciò dobbiamo cessare di lottare, dobbiamo cessare di sforzarci per modificare favorevolmente gli elementi soggettivi? Il bolscevismo consiste precisamente anche nel mantenere la testa a posto e nell'essere ideologicamente e politicamente fermi anche nelle situazioni difficili. La tua osservazione è dunque inerte e priva di valore, cosí come quella contenuta al punto 5, poiché noi abbiamo parlato delle grandi masse e non già dell'avanguardia proletaria. Subordinatamente, però, la difficoltà esiste anche per questo, la quale non è campata per aria ma unita alla massa: ed esiste tanto piú, in quanto il riformismo con le sue tendenze al corporativismo di classe, cioè alla non comprensione del ruolo dirigente dell'avanguardia, ruolo da conservarsi anche a costo di sacrifizi, è molto piú radicato nell'occidente di quanto fosse in Russia.


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Scritti politici
Terza parte
di Antonio Gramsci
pagine 415

   





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