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      «Aria ai monti» «sarebbe stato fiero ed onorato di stringere la mano» a Bauchiero ancorché questi, a dibattimento concluso, si fosse trovato nella situazione del Canonica, condannato, con una responsabilità imprecisata, comunque inferiore a quella del signor Bauchiero, a cinque anni di reclusione.
      Ma la novissima nomina di «aria ai monti», chiamato a sostituire il Cappelli, dimissionato o dimessosi per delitto di neutralità, appare in tutta la sua luce di comicità se si pensi che «aria ai monti» anche in fatto di neutralità era... über alles.
      Tant'è che un certo scompartimento di prima classe del direttissimo Roma-Torino potrebbe ancora testimoniare che «aria ai monti», dopo le storiche sedute alla Camera e al Senato, quando cioè la guerra «santa» d'Italia era già stata decisa, fu udito mormorare contro Salandra e i «pazzi» che volevano la guerra.
      Questo è ormai storico.
      Come, del resto, rimane acquisito alla cronaca che l'altro titolo onde «aria ai monti» è stato assunto alla presidenza dell'ordine dei cavalieri del lavoro è «l'ozio affannoso» in cui trascorre i suoi giorni al Palazzo di Città. Il titolo è testimoniato da uno dei piú cospicui collaboratori del conte sindaco, ora presidente dei cavalieri dell'industria.
      (23 aprile 1916).
     
     
      ATLANTI E STORIE
     
      A me non dispiace vedere che la vita continua imperturbabile anche in tempo di guerra. Anzi ne sono lieto, perché questo continuare nelle vecchie abitudini, questa mancanza di scissura tra il presente e il passato, è una svalutazione della guerra.


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Sotto la mole
1916-1920
di Antonio Gramsci
pagine 742

   





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