Pagina (258/742)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Si dice che sia antigiolittiano, e che perciò Salandra gli abbia dato il laticlavio, che sia parente del direttore del «Corriere della Sera», e che perciò Boselli gli abbia affidato il portafoglio della pubblica istruzione. Certo nessuna attività speciale lo designava a questo dicastero, a meno che non si supponga che l'essere insegnante sia titolo sufficente per diventare arbitro dell'attività statale che amministra e regola le scuole.
      Ma forse è appunto questa incertezza, questa assenza di colore e di sapore, il miglior titolo del Ruffini. Significa, la sua assunzione, probabilmente solo uno svalutamento del Piemonte come crogiolo di personalità politiche da imporre alla vita italiana, abbellito dalla lusinga che in realtà la tradizione cavourriana, cui i vecchi piemontesi tengono tanto, sia rimessa in onore nella persona dello studioso piú serio, dell'uomo di Stato per eccellenza. L'istruzione pubblica è caduta cosí in basso in questi ultimi due anni che anche uno qualsiasi ci starà magnificamente a posto.
      Ed è contro questa tendenza che bisogna reagire. Il Ruffini è stato rettore della nostra università. Cinque anni di re travicello, cinque anni di pieno dominio degli impiegati, di acquiescenza a tutti gli ukase dell'on. Luigi Credaro, il quale, da buon pedagogista che si rispetti, fece di tutto per rovinare tanto gli studi superiori quanto quelli medi. Ruffini non ha lasciato memoria di un atteggiamento energico, di una protesta vibrata contro certi regolamenti ministeriali che turbavano, senza migliorarla, la tradizione, che irritavano professori e studenti, che creavano inciampi alle carriere professionali, senza che fossero giustificati da un programma direttivo, da un piú acuto senso dei bisogni della scuola e della cultura nazionale.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Sotto la mole
1916-1920
di Antonio Gramsci
pagine 742

   





Salandra Sera Boselli Ruffini Piemonte Stato Ruffini Credaro