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      Perché non c'è niente da obiettare. Le funzioni ecclesiastiche propiziatrici hanno un doppio carattere. Sono atti di fede, e in quanto tali sono gratuite, perché il nostro anticlericalismo non può arrivare fino al punto di credere che i cattolici vendano la religione come religione. Ma esse sono anche dei fatti economici. Le funzioni religiose domandano anche un certo consumo di energia vitale e occupano del tempo. I fedeli non pagano gli atti di fede, ma pagano questa energia vitale e questo consumo di tempo, i quali per effetto della guerra sono rincarati, valgono di piú nel mercato. Posta la questione in questi termini, i cattolici non possono offendersi dell'interrogazione Zibordi. È vero o non è vero che le funzioni religiose attuali contengono tanto di religione quanto ne contenevano nel periodo anteriore alla guerra? È vero o non è vero che queste funzioni attualmente costano di piú, molto di piú, e che il lucro dei sacerdoti è aumentato in modo impressionante? Anche se i sacerdoti volessero guadagnare di meno, essi non lo potrebbero: è il mercato che impone i prezzi, non i singoli individualmente. A questo malanno ovvia la legge dei sopraprofitti, che va incontro alla volontà di non guadagnar troppo dei singoli, che non riescono a reagire contro le leggi ferree del mercato. E i sacerdoti devono essere anzi contenti di essere tassati: essi non vendono la religione, la quale non può essere pagata in quattrini perché è un tesoro impagabile, e non possono credere che il loro tempo e la loro energia vitale valga, a tariffa oraria, cento volte piú del tempo e dell'energia vitale degli altri poverelli di Cristo che lavorano nei campi e nelle officine.


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Sotto la mole
1916-1920
di Antonio Gramsci
pagine 742

   





Zibordi Cristo