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      Messi sull'avviso non rettificano: tacciono, sornionamente, perché credono che il verbo possa diventare carne, e la calunnia possa trasformare la storia. Godo quando si abbaruffano tra loro, facendo, come le ballerine, risuonare le ferraglie dei loro simboli: il triangolo e la croce.
      (25 dicembre 1917).
     
     
      PROPAGANDA
     
      L'onorevole Bevione ha tenuto una conferenza alla Lega esercenti. Ha parlato della «situazione», della Russia, dell'Italia, e ha parlato anche degli esercenti torinesi. Poveri esercenti torinesi, amareggiati, come ben ha detto il cav. Guglielmi, «dalle ingiuste prevenzioni del pubblico che, per vieto preconcetto, non vuole scindere le colpe di pochi dalla totalità dei commercianti», amareggiati «dalla guerra del Partito socialista, che tenta di portare alle sue cooperative il commercio alimentare ed i relativi utili per le spese alla lotta di classe»! L'on. Bevione li ha ricompensati: ha per un paio d'ore affettato in loro presenza le questioni del giorno, ha pesato sulla bilancia del suo senno politico i fattori della vittoria e della sconfitta. Pizzicarolo dell'italianità, merciaiolo della diplomazia, formaggiaio delle alleanze, l'on. Bcvione si è trovato subito all'unisono coi suoi ascoltatori. La mentalità sua è quella degli esercenti, e questi possono esser fieri e superbi del loro deputato. Il mondo per l'uno e per gli altri è solo una pizzicheria ingrandita, in cui si cerca di frodare il calmiere e rubare sul peso. E i reggitori del mondo, con un coltello unto in mano e un grembiulone di fatica, affettano, affettano: tanto a te e tanto a me, e incartano e segnano a registro.


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Sotto la mole
1916-1920
di Antonio Gramsci
pagine 742

   





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