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      Povero Achille! Non bisogna andare in collera con lui, se parla di un «accodarsi» dei rivoluzionari russi «ad un esercito straniero», di un «invocare il soccorso dello straniero» per compiere l'opera rivoluzionaria! Il Loria è sotto l'impressione della caduta, e dimentica di essere uno «scienziato», e dimentica il primo dovere degli scienziati, che è quello di vagliare i documenti e servirsi solo di quelli che hanno il carattere della genuinità e della autenticità. Altrimenti il Loria non attribuirebbe ai rivoluzionari russi tante malefatte, e probabilmente non attribuirebbe neppure al Lenin l'intenzione di istituire il socialismo, nelle forme che il Loria intende con questa espressione. Perché «istituire il socialismo», come tutte le frasi perentorie, può voler dire una infinità di cose. Può voler dire istituire quella tal forma di società che si suppone debba sbocciare quando l'attuale società abbia raggiunto il culmine del suo sviluppo, e la produzione sia tutta capitalizzata, e gli uomini siano divisi con un taglio netto in capitalisti e proletari, tutti i capitalisti da una parte, tutti i proletari dall'altra. Pretendere di istituire immediatamente questa società sarebbe davvero assurdo, come sarebbe assurdo dar moglie a un bambino di due anni e aspettarsi un figliolo dopo i nove mesi dalla cerimonia. Ma istituire il socialismo può significare anche altro, e tra quest'altro c'è anche ciò che si sta facendo in Russia. E vuol dire allora: abolizione di ogni vecchio istituto giuridico, abolizione di ogni vecchio privilegio, chiamare all'esercizio della sovranità statale tutti gli uomini, e all'esercizio della sovranità della produzione [tutti] quelli che producono.


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Sotto la mole
1916-1920
di Antonio Gramsci
pagine 742

   





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