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      Il ruzzolone scientifico non sarebbe avvenuto se Achille Loria avesse pensato che le rivoluzioni sono sempre e solo rivoluzioni politiche, e che parlare di rivoluzioni economiche è un parlare per metafora e per immagini. Ma per il fatto che economia e politica sono strettamente legate, la rivoluzione politica crea un ambiente nuovo alla produzione e questa si svolge con fine diverso. In ambiente giuridico borghese, la produzione ha fini borghesi; in ambiente giuridico socialista, la produzione ha [fini] socialisti, anche se debba per molto tempo ancora servirsi della tecnica capitalistica, e non possa dare a tutti gli uomini quel benessere che in regime collettivista si immagina tutti gli uomini debbano e possano avere.
      Sarebbe bastato per comprendere e giustificare «scientificamente» il socialismo russo domandarsi se era possibile, per esempio, continuare a giudicare i reati col codice czaristico, in cui le pene e le assoluzioni sono strettamente dipendenti dal principio d'autorità e dall'abuso del principio di proprietà privata, e se pertanto far giudicare secondo coscienza non sia, in linea provvisoria, l'unica soluzione possibile. Domandarsi se i socialisti, andati al potere sotto la spinta popolare, potessero non continuare ad essere socialisti e abolire i vecchi istituti e gettare le basi dei nuovi. E se l'atteggiamento dei rivoluzionari russi rappresenta una necessità, cosa può obiettare la scienza che è appunto ricerca e determinazione delle necessità, all'infuori di ogni apriorismo dogmatico?


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Sotto la mole
1916-1920
di Antonio Gramsci
pagine 742

   





Achille Loria