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      Coltiva patate nei giardini, quando la necessità tesserata pare voglia arrivare fino ai ventri dorati. Si accorgerà che è necessario pensare ai cessi inglesi piuttosto che alle balconate, quando l'urbanesimo frenetico farà sorgere il pericolo di maleducate epidemie. Si accorgeranno allora definitivamente che l'utilitarismo è idealistico perché non è egoismo, ma preoccupazione per il prossimo, senso di dovere civico.
      La volgarità attuale sarà cantata dai preti: il teatro rappresenterà il dramma morale dell'uomo che lotta, nel dissidio ideale di dover scegliere tra il cesso inglese e la colonnata di stile.
      (4 marzo 1918).
     
     
      SI ESAGERA
     
      Il signor Censore fa dei brutti sogni. Raschiare, raschiare, aguzzare il cervello per poter raschiare, leggere per raschiare, ingegno alacre e sempre all'erta perché niente sfugga al raschiamento universale. Il signor Censore fa dei brutti sogni: giornali senza un bianco, articoli incolonnati in corpo 12 dove legge tutto ciò che ha raschiato in due anni e mezzo, frase dietro frase, sulle quali è incanutito in profonda riflessione psicologica: deprimerà o non deprimerà? disfattismo o cosa lecita? Il signor Censore fa brutti sogni. Si sveglia depresso: tutto ciò che avrebbe potuto deprimere trentasei milioni di abitanti si è immagazzinato nel suo cervello, ronza nelle sue circonvoluzioni cerebrali. Il signor Censore è depresso: da un anno non si ricorda neppure piú dei suoi doveri coniugali: i suoi nervi sono spezzati; egli non resiste piú alla minima tensione.


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Sotto la mole
1916-1920
di Antonio Gramsci
pagine 742

   





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