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      Il lupetto diventa lupo. Il sacerdote non diffida del lupetto. Perché non diffida? Eppure sa che un impiegato a duecento lire al mese, che fa commercio dei vagoni affidati alla sua amministrazione, che spende seicento lire per l'appartamento a Torino, mentre la sua abitazione è Alessandria, non può essere uno stinco di santo. Perché non diffida? Misteri commerciali del sacerdozio.
      Modernità: l'impiegato uccide il sacerdote sperando ricavare quattrocento mila lire dal suo delitto. Se nel tempo antico Parigi valeva una messa, certo nel tempo moderno quattrocento mila lire valgono bene la vita di un socio in affari. Il lupetto non tarda modernamente a diventare lupo maturo. Ma qui finisce la modernità. Una contessa affittacamere; un sacerdote commerciante, banchiere, sensale; un impiegato a duecento lire al mese che spende seicento lire per l'appartamento nella grande città; lo scontro belluino. Basta. Il modo è antico: la scure, non il cloroformio o l'ipnotismo. Il lupo è rimasto l'antico, l'antidiluviano lupo in tanto trionfo di modernità: squarta, immerge le mani nel sangue, ed a ciò la gente si interessa, prende gusto. In ognuno della folla è un po' del lupo che dilata le narici all'acre odore del sangue. E la modernità trionfante soddisfa l'istinto dell'animalità trogloditica.
      (18 marzo 1918).
     
     
      DELITTO E CASTIGO
     
      Il «Momento», per la penna del signor Antonio Simoni, ha impartito una lezioncina al cittadino Politis, presidente del Consiglio ellenico. Il cittadino Politis si è dichiarato favorevole, in nome dei Danai (il «Momento» ricorda i Danai, temibili anche se fanno regali), alla costituzione di uno Stato israelitico in Palestina, e il cittadino Simoni protesta.


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Sotto la mole
1916-1920
di Antonio Gramsci
pagine 742

   





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